L’esperienza naturale: un amore a prima vista!

Paolo e Tina – 20 settembre 2020

Paolo e Tina li incontriamo la prima volta ad un evento per gli sposi ed è subito amore a prima vista: la foto polaroid che gli abbiamo regalato in quella occasione è ancora in bella mostra sulla cucina di casa loro.

In una calda giornata di ottobre ci diamo appuntamento nel nostro studio per conoscerci, parlare un po’ insieme e ascoltare le loro paure e le loro aspettative per il giorno più importante della loro vita.

Il matrimonio è inizialmente previsto per l’8 maggio 2020 ma, per le vicende che tutti ben conosciamo, viene riprogrammato per il 20 settembre.

To be or not to be, pandemia o non pandemia, entrambi sono fermamente convinti di celebrare il loro matrimonio nel 2020, e ci riescono!

Tina è una ragazza solare, dagli occhi di un azzurro intenso, come la sua dolcezza. E’ una persona sensibile, determinata, di cuore. Paolo è all’apparenza timidissimo, di poche parole ma essenziali. E’ un uomo che sa bene cosa vuole e molto giudizioso.

Entrambi sono molto credenti: mettono al primo posto il Sacramento del matrimonio e, da come ne parlano, questo aspetto ci tocca profondamente.

Se c’è qualcuno che si oppone a sto matrimonio lo faccia subito!” dice Padre Ugo. “Di solito faccio parlare gli sposi e chiedo anche all’assemblea… questo è un corpo, voi siete testimoni, siete garanti… esiste una chiesa celeste, se invochiamo i santi vuol dire che sono vivi, sennò che li invochiamo a fa’… loro hanno fatto esperienza di Dio… e tra questi santi ci sono anche Domenico e Carmela, il papà di Paolo e la mamma di Tina”.

Padre Ugo è un loro amico, chiama tutti per nome, è di famiglia. Le sue parole, dal sapore d’eternità, rimbombano semplici, schiette, nell’illusionismo delle forme barocche della cattedrale. Sembra un controsenso, invece non lo è. Piuttosto è una caratteristica degli sposi, così essenziali, acqua e sapone, e nello stesso tempo preziosi, amanti del gusto, del bello.

Paolo e Tina li incontriamo più volte. Ogni volta li conosciamo sempre meglio. Sono entusiasti del nostro nuovo modo di fare l’appuntamento e non si lasciano scappare l’opportunità di provare.

Subito li tranquillizziamo quando siamo in lockdown, perché prendere delle decisioni in quel momento è veramente complicato. Poi vogliamo consigliarli senza pensare al nostro interesse personale: più volte gli chiediamo se sono convinti di sposarsi nel 2020!

Finalmente a maggio ci rivediamo per il loro engagement sulla costa dei trabocchi in una bellissima giornata primaverile.

Passa la calura estiva e in un attimo ci ritroviamo al loro matrimonio. Le prime immagini le cogliamo a casa: Paolo ha due bei micioni che scappano per tutto il terrazzo e ci guardano storto, che bella accoglienza!

Siamo da lui intorno alle 9 e da Tina alle 9.30. Lo diciamo sempre alle nostre coppie: “non vi facciamo svegliare all’alba perché sappiamo bene come organizzarci e guadagnare tempo scattando contemporaneamente da più punti di vista”.

Da Tina risate a crepapelle per il modo così sbilenco di indossare le scarpe, ed è tutto naturale!

Lei ogni tanto cerca la mia mano per essere rassicurata e mi dice: “meno male che ci siete voi, mi sento più tranquilla, siete di casa”! Peccato che con la mascherina e gli occhiali mezzi appannati coglie solo metà del mio sorriso.

La giornata è bellissima. In un attimo siamo già al lancio del riso e alla foto di gruppo sulla scalinata!

Le immagini dedicate a loro le facciamo con gli scorci della cattedrale e del belvedere, poi andiamo subito al ristorante.

La festa è un bellissimo susseguirsi di colpi di scena. Ogni ospite è chiamato per nome grazie ad un bellissimo segnaposto ligneo, mentre il sax invita in pista prima gli sposi e poi gli ospiti. Sospesi tra le nuvole, Tina e Paolo ballano un lento con il sole che fa capolino dal lucernario.

Infine la torta, con una girandola di colori e mille luci intorno. Scroscio di pioggia, pizzica e di nuovo sereno.

Andiamo via che sono ormai le 20, stanchi ma felicissimi di essere stati promotori dei loro ricordi.

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Al prossimo racconto!
Francesca